Papa Leone XIV a Parigi: parole disarmanti, non programma politico

Arcivescovo di Parigi: Papa non arriva con programma politico, ma con parole che cercano di ristabilire unità.

Papa Leone XIV arriverà a Parigi a settembre 2026, in un contesto di attesa e aspettative diverse. L’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, ha spiegato al Sir che il Papa non si presenta come un politico, ma con “parole disarmanti” che mirano a ristabilire la comprensione e l’unità all’interno del popolo. A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, il viaggio apostolico si svolgerà tra Parigi, Lourdes e Metz, in un contesto politico estremamente caldo e polarizzato.

Parole, non programmi

Secondo Ulrich, il Papa non arriva con un programma politico, ma con un messaggio di riconciliazione. “Il Papa non viene per risolvere o curare un clima pre-elettorale”, ha precisato. L’arcivescovo ha sottolineato che il Papa, con il suo stile semplice e la sua vicinanza alle persone, cerca di ispirare un senso di unità e di costruzione collettiva del Paese. Non basta avere un leader che dica a tutti cosa fare, ha aggiunto, riferendosi a una frase ripetuta da Leone XIV.

Un’affluenza senza precedenti

La preparazione per l’arrivo del Papa ha visto un incremento significativo del numero di persone che si stanno recando a Parigi per incontrarlo. Per la sicurezza, sono stati mobilitati 15mila agenti, tra militari, polizia e gendarmi. “Il Papa è l’unico capo di Stato che, quando va in visita in un Paese, riesce a provocare un’affluenza di persone di queste proporzioni”, ha commentato Ulrich. L’arcivescovo ha riconosciuto che, sebbene non sia chiaro quanto questo fenomeno possa indicare il morale generale dei francesi, è un segnale forte.

Secondo un sondaggio Ifop, i francesi si aspettano che il Papa parli di pace e conflitti nel mondo, lotta contro gli abusi sessuali e situazione dei più vulnerabili. Il 28% degli intervistati ha indicato la pace e i conflitti come tema principale, mentre il 15% ha scelto la lotta contro gli abusi sessuali. A quasi un anno e mezzo dalla sua elezione, il Papa è visto dal 41% degli intervistati come capo di un’istituzione religiosa che si rivolge principalmente ai cattolici, e dal 21% come guida spirituale e voce morale nel dibattito pubblico.

Ulrich ha anche sottolineato che il successo del Papa in termini di affluenza è legato al suo modo di presentarsi e al suo desiderio di essere vicino alle persone. Dà importanza soprattutto a mostrare la propria vicinanza, ha detto, riferendosi a una pratica comune tra vescovi e sacerdoti. L’arcivescovo ha ritenuto che il Papa, con il suo stile, possa contribuire a un momento di riconciliazione, senza cercare di trarne vantaggio personale. Secondo i curatori della ricerca, il Papa è un contemporaneo di un’epoca in cui l’aggressività è diventata la norma sui social media e nelle relazioni internazionali. “C’è un reale bisogno di un pilastro di stabilità”, ha concluso Ulrich, riconoscendo che il Papa risponde a questa aspettativa latente di una parte della popolazione. La sua visita potrebbe dare linfa nuova alla Chiesa in Francia, ma non è previsto un impatto diretto sul dibattito politico.