Regolamento UE sul metano, Washington chiede a Bruxelles un rinvio per evitare tensioni energetiche
Washington chiede a Bruxelles di rinviare il regolamento sul metano per evitare tensioni energetiche e incertezza sul mercato.
L’Italia e diversi Stati membri dell’Unione europea stanno chiedendo a Bruxelles di rinviare l’entrata in vigore del regolamento sul metano, previsto per il 2027, per evitare tensioni sul mercato energetico e ridurre l’incertezza. L’appello arriva da Washington, attraverso l’ambasciatore degli Stati Uniti in Europa, Andrew Puzder, che ha sottolineato come l’energia sia un concetto semplice: si produce in casa o si compra all’ingrosso. Per l’Italia, la seconda opzione è la realtà, con un forte dipendente da importazioni di gas e petrolio, e una scarsa capacità di generare energia da fonti rinnovabili.
Regolamento UE e sfide per l’Italia
Il Regolamento UE 1787 del 2024 impone agli importatori di idrocarburi di certificare che i processi di estrazione seguano standard di misurazione delle emissioni equivalenti a quelli europei. Per l’Italia, un Paese che importa il 34,7% del gas dall’Algeria, il 14,8% dall’Azerbaigian e il 31,7% sotto forma di gas liquefatto (Gnl) da Stati Uniti, Qatar e Algeria, questa normativa rappresenta un problema. La situazione è ancora più delicata per il petrolio, dato che l’Italia lavora 87 milioni di tonnellate di greggio l’anno, quasi interamente importato. La Commissione europea ha tentato di facilitare il processo con raccomandazioni, ma i governi di Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia, unitamente all’Italia, restano convinti che un’applicazione rigida possa indurre alcuni produttori a ridurre o sospendere le consegne nell’Unione. Un quadro normativo incompleto rischia di aumentare incertezza, prezzi e tensioni sul mercato energetico europeo.
Pressione su Bruxelles per un rinvio
Dodici Paesi, tra cui l’Italia, hanno chiesto a Bruxelles di ritardare l’applicazione degli obblighi del regolamento, considerando la sua attuazione non fattibile nel breve periodo. Andrew Puzder ha spiegato su X che “l’inverno sta arrivando. E se l’UE volesse mitigare la volatilità dei prezzi e dell’offerta di energia, dovrebbe ritardare l’attuazione dei requisiti per gli importatori previsti dal Regolamento UE sul metano, che dovrebbero entrare in vigore a gennaio 2027”. La moratoria non risolverà tutti i problemi di costo dell’energia in Europa, ma potrebbe eliminare un rischio.
Il quadro normativo per la conformità non è operativo né definito, creando incertezza proprio nel momento in cui le aziende prendono decisioni sull’approvvigionamento energetico europeo per il 2027. La Commissione europea ha riconosciuto il rischio normativo, ma non ha risolto il problema di fondo. La situazione è ulteriormente complessa per il petrolio, dato che l’Italia lavora 87 milioni di tonnellate di greggio l’anno, quasi interamente importato. I numeri descrivono una dipendenza critica: nel primo semestre del 2024, l’Italia ha importato il 34,7% del gas dall’Algeria, il 14,8% dall’Azerbaigian e il 31,7% sotto forma di gas liquefatto (Gnl) da Stati Uniti, Qatar e Algeria. Si tratta degli stessi partner che hanno permesso di sostituire il gas russo.
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di gestire l’inadempienza, ma di rendere possibile la conformità. La Commissione europea ha raccomandato agli Stati membri di astenersi dall’applicare sanzioni per le violazioni degli obblighi di segnalazione degli importatori dal 2027 al 2030. Ma eliminare le sanzioni non risolve il problema di fondo. Gli obblighi di segnalazione previsti dalla legge rimangono.
