Nuove consulenze scientifiche nell’inchiesta su Chiara Poggi
Nuove consulenze su DNA e impronta di scarpa nell’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi.

L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, ha visto l’approfondimento di nuove consulenze scientifiche da parte della procura di Pavia. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini, notificato a Andrea Sempio il 7 maggio, sono state disposte ulteriori verifiche per chiarire i fatti. L’obiettivo è definire il quadro dell’inchiesta bis, con Sempio come unico indagato. Le consulenze riguardano il DNA e un’impronta di scarpa a pallini trovata nella casa del delitto. Le analisi dovrebbero essere depositate entro il 28 settembre, termine fissato per le indagini preliminari.
Analisi del DNA e confronto con le unghie della vittima
La prima consulenza è stata affidata al genetista Carlo Previderè di Pavia, che ha esaminato il DNA di Sempio. Secondo la genetista Denise Albani, il profilo risulta compatibile con il materiale rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, anche se presenta alcune criticità. Questo risultato potrebbe rafforzare le prove a carico dell’indagato, ma non è sufficiente a confermare la sua colpevolezza. L’analisi del DNA è uno dei tasselli chiave per ricostruire l’episodio e comprendere il ruolo di Sempio nel delitto.
Confronto dell’impronta di scarpa e misure del piede
La seconda consulenza è stata assegnata a Cristina Cattaneo, che dovrà confrontare le misure del piede di Sempio con l’impronta lasciata nell’abitazione del delitto. L’impronta di scarpa a pallini è un elemento cruciale per stabilire un legame tra l’indagato e il luogo del crimine. Se le misure corrispondono, potrebbe rappresentare un ulteriore indizio a carico di Sempio. Tuttavia, la procura ha precisato che le consulenze sono solo un ulteriore passo per chiarire i fatti, non una conferma definitiva.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiudere la fase preliminare entro il 28 settembre. Una volta completate, la procura dovrà decidere se presentare l’azione legale per il rinvio a giudizio. Il giudice esaminerà gli atti e determinerà se procedere con un processo. Inoltre, è possibile che il giudice sospenda il giudizio in attesa dell’esito della revisione del processo per Alberto Stasi, già condannato a 16 anni di carcere per il delitto. Questo scenario potrebbe influenzare la prosecuzione delle indagini e la gestione del caso.
La procura di Pavia ha sottolineato l’importanza delle prove scientifiche per definire il quadro dell’inchiesta. Le nuove consulenze rappresentano un passo avanti nella ricerca della verità, ma non sono sufficienti a chiudere il caso. L’analisi del DNA e dell’impronta di scarpa potrebbe fornire ulteriori elementi per il processo. La decisione finale spetta al giudice. L’omicidio di Chiara Poggi rimane un caso complesso, con le prove che si accumulano ma non ancora sufficienti a stabilire una colpevolezza definitiva.
