Ergastolo per Moussa Sangare: “Sentenza giusta, ma Sharon non c’è più. Ogni luogo mi parla di lei”

Sentenza di ergastolo per Moussa Sangare per l’omicidio di Sharon Verzeni. La famiglia esprime sollievo e dolore.

La sentenza di ergastolo per Moussa Sangare, accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni, è arrivata dopo un lungo processo e un’attesa che ha segnato la vita di chi ha perso la donna. La famiglia di Sharon, insieme al compagno Sergio Ruocco, ha espresso sollievo e dolore, ricordando che la giustizia è arrivata, ma Sharon non c’è più. La sentenza, letta oggi a Brescia, ha chiuso un capitolo doloroso, ma non ha restituito ciò che è stato strappato. La famiglia, unita nel dolore, ha ringraziato la giustizia e le forze dell’ordine per il lavoro svolto.

Un anno e mezzo di dolore e speranza

Sergio Ruocco, il compagno di Sharon, ha ricordato come l’ultimo anno e mezzo sia stato “l’anno più brutto della mia vita”. Ha espresso gratitudine per l’affetto ricevuto da amici, colleghi e famiglia, sottolineando che senza di loro non avrebbe saputo affrontare la sofferenza. Non c’è un momento che non pensi a Sharon. E non solo quando sono nella nostra casa di Terno. Ogni posto, ogni luogo mi parla di lei. La vita in comune, il matrimonio in preparazione, i progetti sfumati e i sogni infranti sono ricordi che rimangono con lui.

La famiglia e la sorella Melody: un dolore che non si spegne

La sorella di Sharon, Melody, ha espresso il dolore della famiglia, ricordando come la famiglia abbia sempre sperato che Moussa Sangare riconoscesse il suo efferato delitto. “Abbiamo confidato fino all’ultimo che l’imputato riconoscesse il suo efferato delitto. Questo, purtroppo, non è successo e ciò non fa altro che aumentare la sua pericolosità”, ha detto. La famiglia, unita nel dolore, ha auspicato che il tempo concessogli possa almeno fargli capire il male che ha commesso. Speriamo che capisca il male che ha commesso, ha aggiunto l’avvocata Tiziana Bacicca Melody.

La famiglia di Sharon, composta da Bruno e Maria Teresa Verzeni, i fratelli Melody e Christopher, e l’altro parente Ernesto, ha espresso sollievo per la sentenza, ma anche un dolore profondo. “Non si può parlare di soddisfazione pensando a Sharon che non c’è più. Per la legge è bene così, è una sentenza giusta e doverosa”, ha detto Bruno Verzeni, il padre di Sharon. La sentenza, che ha chiuso un processo lungo e emozionante, ha lasciato un segno indelebile nella vita di tutti coloro che hanno conosciuto Sharon Verzeni.

La famiglia ha anche espresso gratitudine verso la Procura e le forze dell’ordine, che hanno fatto un lavoro straordinario. “È l’occasione per ringraziarli tutti. Senza di loro non so se ce l’avrei fatta”, ha detto Sergio Ruocco. La sentenza, pur se giusta, non ha potuto restituire Sharon, ma ha dato un senso di giustizia a chi ha sofferto. La famiglia, unita nel dolore, continua a portare con sé il ricordo di Sharon, che vive in ogni luogo e in ogni momento della loro vita.