Massimo Bossetti, la difesa avrà accesso al DNA di Yara Gambirasio
Nuovi dati potrebbero influenzare il processo di Massimo Bossetti. Difesa ha accesso al DNA e a 25mila campioni.
Il processo di Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, potrebbe prendere una svolta con l’accesso al DNA della vittima e a circa 25mila campioni raccolti durante le indagini. La difesa del muratore, dopo sei anni di attesa, ha ottenuto un permesso dal Tribunale di Bergamo, che ha reso esecutiva un’ordinanza della Corte d’Assise del novembre 2019. I legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini sperano che i nuovi dati possano rimettere in discussione la prova ritenuta centrale per la condanna del loro cliente. La decisione del Tribunale potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo, un passo importante per la difesa.
Accesso a nuovi materiali probatori
La difesa di Massimo Bossetti ha ottenuto l’accesso a documenti mai acquisiti al fascicolo dibattimentale. Tra i materiali concessi, si trovano il DVD con le fotografie ad alta risoluzione dei reperti, i tracciati elettroforetici relativi al DNA della vittima e dei campioni raccolti, nonché i risultati delle analisi genetiche su supporto cartaceo o digitale. Il Tribunale ha riconosciuto la rilevanza probatoria di questi dati, che potrebbero aprire nuove possibilità per una revisione del processo. I legali hanno espresso soddisfazione per questa decisione, che rappresenta un primo passo concreto verso l’eventuale riesame delle prove.
Il Tribunale ha imposto alla polizia giudiziaria di acquisire entro 30 giorni una serie di materiali conservati presso il RIS di Parma e la Polizia Scientifica lombarda. Si tratta di documenti potenzialmente nuovi e rilevanti per il caso. Tra questi, i tracciati elettroforetici e i risultati delle analisi genetiche potrebbero fornire informazioni utili per il processo. La difesa spera che questi dati possano contribuire a chiarire alcuni aspetti controversi e a riconsiderare le prove già presentate.
Analisi su dettagli invisibili
La difesa si concentrerà soprattutto sugli slip e sui leggings di Yara Gambirasio, alla ricerca di dettagli invisibili a occhio nudo. Su questi indumenti è stata rilevata la controversa traccia genetica “31G20”, che potrebbe rivelarsi cruciale per il caso. Il genetista Marzio Capra analizzerà anche gli elettroferogrammi relativi a migliaia di profili maschili, in cerca di eventuali anomalie o elementi trascurati durante le indagini precedenti. L’attenzione dei legali si concentrerà su questi dettagli, che potrebbero aprire nuove prospettive per la difesa.
“Dopo sei anni siamo finalmente nelle condizioni di cominciare a lavorare seriamente sulla documentazione”, ha dichiarato l’avvocato Salvagni. Questo è il primo vero passo verso la richiesta di revisione e, ci auguriamo, verso l’innocenza di Massimo Bossetti. La difesa spera che i nuovi dati possano portare a un riesame delle prove e a un’eventuale modifica del verdetto. La decisione del Tribunale rappresenta un’opportunità per riconsiderare l’intero caso e per cercare nuove verità.
