Il Don Chisciotte di Welles arriva alla Cineteca Nazionale
Il negativo del Don Chisciotte di Orson Welles è stato consegnato alla Cineteca Nazionale, dove inizia il processo di scansione e ricostruzione del film incompiuto.

Il negativo del girato del Don Chisciotte, il progetto più lungo a cui abbia mai lavorato Orson Welles, è arrivato da Cinecittà alla Cineteca Nazionale di Roma, dove il 26 agosto è cominciato il processo di verifica del materiale, che porterà alla sua scansione digitale. Noi eravamo presenti, accanto all’archivista Valentina Rossetto, che si occuperà di questa prima fase di lavorazione. L’obiettivo finale, da qui a tre anni, è la “ricostruzione” del film, l’incompiuto degli incompiuti, l’unfinished per eccellenza della storia del cinema.
La pellicola e i rulli
Il materiale, composto da 81 rulli di pellicola, è stato consegnato alla Cineteca Nazionale dopo un lungo percorso che ha visto il negativo depositato a Cinecittà dal 1992. Si tratta di negativo del girato, quindi sostanzialmente la “copia originale” di tutto quello che del film c’è nel resto del mondo: la copia-lavoro di 76 minuti della Cinémathèque e il materiale conservato alla cineteca di Madrid, parzialmente usato nel 1992 per il pessimo rimontaggio a opera di Jess Franco della durata di due ore.
La pellicola, che si può calcolare tra i 30mila e i 40mila metri, ha una durata in minutaggio che si aggira intorno alle venti ore. Il materiale, tuttavia, non è mai stato visto, se non da Welles e dai diversi montatori che lo hanno affiancato in moviola nel corso dei decenni, più o meno dal 1957 al 1985, anno della sua morte. La prima fase di lavoro, come ci ha spiegato Valentina Rossetto, consiste nell’inserimento delle strip all’interno di ogni singola scatola per verificare se la pellicola sia o meno in sindrome acetica, e se dunque il supporto si sia degradato col tempo.
Le prime analisi hanno rivelato che il materiale è in buone condizioni. Questo significa che varie dicerie che circolavano a proposito di questo negativo abbandonato chissà dove a Cinecittà, non erano vere, o quantomeno erano esagerate. La pellicola, infatti, non presenta gravi imperfezioni che potrebbero compromettere l’integrità nel passaggio sullo scanner. Inoltre, le scatole che contengono i rulli sono nuove e di plastica inerte, adatta alla conservazione.
Un’ossessione per gli incompiuti
Da più di dieci anni, dall’incontro con Ciro Giorgini, uno degli autori di Fuori Orario e massimo esperto wellesiano, ho ereditato l’ossessione per gli incompiuti di Welles, e dunque anche e soprattutto per l’über-incompiuto wellesiano, il Don Chisciotte. Grazie a Ciro, sono poi entrato in contatto con Mauro Bonanni, che è stato, oltre che montatore per Caligari, per Jodorowsky e per tanti altri, anche montatore per Orson Welles, purtroppo solo per degli incompiuti, tra cui Il mercante di Venezia e lo stesso Don Chisciotte.
Da più parti si racconta, ed era lo stesso Mauro a dirlo, che poco prima di morire Welles lo aveva chiamato per invitarlo a raggiungerlo a Los Angeles in modo tale da divertirsi ancora un po’ con il montaggio del Don Chisciotte. Purtroppo questo re-incontro non è mai avvenuto per via della morte di Welles, e più di recente – nel 2022 – è scomparso anche Mauro Bonanni. Il fatto che il negativo del girato del Don Chisciotte sia rimasto fino a pochi giorni fa depositato a Cinecittà lo dobbiamo – volenti o nolenti – proprio a Mauro.
