1,2 milioni di batterie elettriche arriveranno a fine vita entro 2030: cosa si farà?

1,2 milioni di batterie elettriche arriveranno a fine vita entro 2030: cosa si farà?

Batterie elettriche in fase di smaltimento, processi di riciclo e materiali recuperati in un centro di trattamento
Batterie elettriche in fase di smaltimento, processi di riciclo e materiali recuperati in un centro di trattamento

La sfida del riciclo delle batterie elettriche

Entro il 2030, circa 1,2 milioni di batterie elettriche raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita, con un incremento a 14 milioni entro il 2040. Questo numero rappresenta un problema crescente per l’Europa, dove la produzione di veicoli elettrici ha registrato un aumento del 33,7% nel primo semestre del 2026. Il riciclo di queste batterie, a base di litio e metalli rari, è un tema cruciale per la sostenibilità e la gestione dei rifiuti. Il processo di smaltimento implica diversi passaggi, tra cui la completa scarica, il disassemblaggio e la separazione dei componenti, ma è lungo e costoso. Inoltre, il trattamento chimico può rilasciare sostanze tossiche, come l’acido fluoridrico, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e l’ambiente.

Il riciclo attuale non è sufficiente, poiché si riesce a recuperare solo il 50% dei materiali. Gli esperti, però, mirano a raggiungere il 90% del peso dei componenti, con tecnologie in via di sviluppo. L’obiettivo è non solo migliorare l’efficienza del riciclo, ma anche ridurre l’impatto ambientale e la dipendenza da nuove risorse minerarie.

Le normative europee e i progetti di ricerca

Bruxelles ha introdotto normative stringenti per affrontare questa sfida. Dopo la fine del 2027, il 50% del litio delle batterie usate dovrà essere recuperato, con un incremento a 80% entro il 2031. Per il cobalto, il rame, il piombo e il nichel, i tassi di recupero dovranno raggiungere il 90% e il 95% entro la stessa data. Inoltre, ogni batteria dovrà avere un “passepartout digitale”, un codice QR che dettaglierà la sua composizione e l’origine. Questo passo è essenziale per garantire una tracciabilità completa e un’efficienza nel riciclo.

In Gran Bretagna, il progetto ReLiB dell’università di Birmingham sta testando sistemi semi-automatizzati che permettono di recuperare circa il 95% dei componenti. In Spagna, invece, il centro tecnologico LEITAT sta lavorando al progetto BATRAW, un’esperienza di quattro anni volta a migliorare la separazione e il recupero dei materiali. Questi progetti rappresentano un’alternativa al riciclo tradizionale, che non è ancora in grado di soddisfare le esigenze crescenti. La sostenibilità del settore elettrico dipende dal riciclo, ma per raggiungere i target fissati, è necessario un investimento significativo in tecnologie e infrastrutture. L’esperto James Skifmore sottolinea che il successo a lungo termine delle auto elettriche dipende non solo dal riciclo, ma anche dall’efficienza delle catene di approvvigionamento e dalla riduzione dell’estrazione minerale. La filiera del riciclo dovrà quindi evolversi in modo rapido e coerente per affrontare la crescente domanda di batterie elettriche.